Tuteliamo la sanità pubblica e i servizi ai cittadini della nostra Provincia

Intervista di PicenoOggi a Mauro Bochicchio, sindaco di Castel di Lama. 

La politica sanitaria, in questo versante delle Marche, non è mai stata così appassionante. Buona parte dei meriti di questa attenzione va alla partita sulla localizzazione del nuovo ospedale. Spinetoli? Ascoli? In Riviera? Dove verrà costruita la principale struttura del futuro di questa Provincia è il leitmotiv di questi mesi. E ancor di più delle ultime settimane, con 11 sindaci dell’Ambito 21 che hanno chiesto una “chance” per cambiare il voto del 2 agosto con una nuova proposta: ospedale di Primo livello sulla costa e Di Base nel capoluogo.

Dopo le interviste a Valerio Lucciarini e ad Angelo Flaiani, sindaci di Offida e Folignano, col secondo che presiede anche la conferenza consultiva in tema Sanità, abbiamo sentito il sindaco dei 5 Stelle di Castel di Lama. Quel Mauro Bochicchio politicamente separato dalle principali, classiche, forze che governano la Provincia ma territorialmente legatissimo alla partita sulla localizzazione, col Comune che guida nel cuore della stessa Vallata dove, allo stato delle cose, la Regione vorrebbe costruire l’ospedale. Nelle righe che seguono la nostra intervista al sindaco che, ve lo anticipiamo, ribalta un po’ le prospettive a cui siamo stati abituati negli ultimi mesi.

Sindaco, cosa ne pensa di questo nuovo voto all’orizzonte sul tema Nuovo Ospedale? La costa vuole quello di Primo Livello vicino con un presidio Di Base ad Ascoli.

“Mi sembra un’idea molto simile a quella che ha proposto il Movimento 5 Stelle con Peppe Giorgini e la posso condividere come posso condividere, allo stesso modo, un ospedale di Primo Livello ad Ascoli e uno di base a San Benedetto. Forse ha più senso farlo sulla costa ma ad Ascoli c’è il capoluogo”.

Ad oggi lei come voterebbe?

“Siamo partiti da una proposta, quella votata in estate, di un Ospedale Unico di Primo Livello e stop, con gli ospedali di Ascoli e San Benedetto che nei piani sarebbero diventati strutture diverse, non certo ospedali. Adesso pare che anche la Regione abbia aperto a due strutture quindi abbiamo una soluzione, al di là della localizzazione, migliore per il territorio, superiore in termini di offerta. Immagino quindi che abbia senso fare questa nuova votazione, ma prima di dirvi come voterò voglio capire meglio che tipo di proposta porteranno al tavolo”.

Lei è in una posizione particolare. Politicamente slegato dalle forze classiche ma geograficamente al centro di questa Provincia

“Per me, sindaco di Castel di Lama, avere un ospedale a Spinetoli o ad Ascoli è identico, sono entrambi facilmente raggiungibili. Non avrei problemi neppure con un ospedale a Monteprandone se parallelamente lasciassero in funzione quello di Ascoli. Magari nel primo ci si andrebbe per prestazioni specialistiche, nel capoluogo per il resto. Voglio dire che ogni scelta ha i suoi lati positivi e negativi. Di certo c’è che due ospedali servono meglio un territorio lungo e stretto come il nostro rispetto a un solo ospedale baricentrico, è una questione di prossimità”.

Sembra che ci sia la gara, fra i suoi colleghi, a guardare nella posizione dell’altro schieramenti politici dietro alle opinioni sulla localizzazione. Che ne pensa?

“Questa cosa mi fa un po’ storcere il naso. Non perché non voglio fare il politico ma perché in tema Sanità bisognerebbe guardare all’ottimo per i cittadini. Vorrei spostare, però, l’attenzione su altre cose…”

Prego…

“Qualche tempo fa la Regione ci ha presentato delle slide (durante una conferenza dei sindaci n.d.r.) con un Piano Sanitario che presentava dei dati significativi per la nostra Regione: siamo molto indietro, per esempio nelle assistenze domiciliari e nei tempi di attesa, in fondo alle classifiche nazionali. Quindi dico questo: un conto è fare un Ospedale Unico o due ospedali con in mezzo assistenze territoriali degne e un conto è parlare di localizzazione di una nuova struttura e non prevedere nulla per quanto riguarda il resto”.

Quindi quale sarebbe la soluzione?

“Prima di decidere dove fare l’ospedale andrebbe deciso come ristrutturare la nostra Sanità, ovvero come mettere mano alle carenze strutturali che abbiamo. Se i soldi dell’ospedale li spendessimo per risolvere le carenze territoriali, la nostra sanità migliorerebbe? Probabilmente sì. Forse bisognerebbe partire da lì invece di spendere in nuove costruzioni. Se mettessimo ambulatori e presidi di pronto soccorso per i codici bianchi e verdi in zone di periferia come la Vallata, dico per esempio, i reparti di Pronto Soccorso dei grandi ospedali funzionerebbero meglio perché non farebbero il lavoro di Guardia Medica che fanno ora e molte criticità, come i lunghi tempi di attesa, le cancelleremmo”.

Quindi Bochiccio dice: prima il Piano Sanitario e poi la localizzazione?

“Noi in questo momento stiamo pensando prima a dove fare l’ospedale e poi pensiamo al Piano Sanitario, sembra un ragionamento al contrario. Noi abbiamo visto delle slide ma non capiamo quanti soldi verranno messi nel piano e la linea che si vuol tenere. La legge nazionale, poi, non aiuta”.

Si spieghi meglio…

“Penso che l’attuale situazione sia governata dal decreto ministeriale 70 del 2015 che parla di taglio di posti letto, di razionalizzazione, di strutture unificate stabilendo la Base, il Primo Livello e via dicendo. Io credo che le Marche, ampie territorialmente e poco densamente popolate, siano penalizzate da questa legge che premia di più, invece, i grandi agglomerati urbani”.

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